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Fare i giocolieri rende più intelligenti. Uno studio della Oxford University
Lunedì 12 Ottobre 2009 22:34
Giocolieri più intelligenti degli altri? Stando a quanto riporta una notizia dell'agenzia di stampa Adnkronos del 12 ottobre, sembra proprio di sì. Riuscire a far roteare nell'aria le palline come un giocoliere provetto fa bene al cervello. Anzi, basta destreggiarsi con appena tre sfere per potenziare il potere cerebrale.
A promuovere la giocoleria come disciplina alleata della mente è uno studio condotto dai ricercatori britannici dell'Oxford University, pubblicato su Nature Neuroscienze.
In pratica, spiegano gli scienziati, allenarsi a far roteare tre palline in aria per sei settimane modifica il cervello, aumentando del 5% la materia bianca. Come sono giunti a questa conclusione? Hanno sottoposto un gruppo di 24 giovani volontari sani a un allenamento specifico, controllandoli prima e dopo con uno scanner cerebrale. In pratica i soggetti sono stati sottoposti a risonanza magnetica nucleare per misurare il movimento delle molecole d'acqua nei tessuti cerebrali, un segnale che cambia in base al numero delle reti di fibre nervose e a quanto sono 'fitte'. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi. Il primo è stato coinvolto in un allenamento di giocoleria per sei settimane e poi ha dovuto far pratica con le tre palline per 30 minuti al giorno. Il secondo gruppo non ha fatto nulla di particolare. Dopo il training, i 12 neo-giocolieri erano in grado di compiere senza errore almeno due cicli continui di rotazione. L'esame finale del cervello dei volontari ha lasciato di stucco i ricercatori.
Cambiamenti nella materia grigia erano già stati dimostrati da precedenti studi, ma miglioramenti nella materia bianca del tipo di quelli 'fotografati' dall'esame cerebrale rappresentano una novità. Nel gruppo dei giocolieri c'è stato un aumento del 5% della materia bianca nelle sezione posteriore del cervello, chiamata solco intraparietale. Quest'area contiene nervi che reagiscono per permetterci di afferrare gli oggetti sfruttando la visione periferica. E se i volontari hanno acquisito abilità di vario grado dopo l'allenamento, l'aumento di materia bianca ha però riguardato tutti. Insomma, l'effetto sembra dovuto alla pratica continua, e non ai risultati. «Naturalmente questo non significa che tutti dovrebbero uscire e iniziare a fare i giocolieri per migliorare il loro cervello», ha commentato alla Bbc online Heidi Johansen-Berg, responsabile del team. «Abbiamo scelto la giocoleria perché costituisce una nuova abilità complessa da imparare. Ulteriori studi dovranno dire se questi risultati riflettono cambiamenti nella dimensione o nel numero delle fibre nervose, o altro. Sapere che le reti cerebrali possono essere potenziate può avere un riflesso a lungo termine nello studio di nuovi trattamenti per le malattie neurologiche, come la sclerosi multipla».