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FUNAMBOLISMO
È una delle discipline più antiche dello spettacolo popolare e consiste nel "camminare sulle funi" (il termine infatti deriva dal latino funis ambulare). Il periodo di massimo splendore per questa disciplina abbraccia un paio di secoli (1700-1800) quando artisti del calibro di Madame Saqui e Jean-François Gravelet Blondin (conosciuto come Charles Blondin o, più semplicemente, "Il grande Blondin"), suscitano grande interesse e raccolgono ampi consensi. La prima, Madame Saqui, si esibisce nel celebre Theatre des Funambules di Parigi; il secondo, Blondin, effettua memorabili traversate a grande altezza (fra le quali quella delle Cascate del Niagara). Nel 1900 il grande consenso verso questa straordinaria disciplina scema un po'. Oggi il funambolismo è comunque praticato in circhi, teatri di varietà e manifestazioni all’aperto. Si esprime in tre principali tipologie: il filferrista, specializzato in evoluzioni su funi molto tese e sistemate ad un’altezza dai due ai cinque metri; il funambolo a grande altezza, dedito a pericolose figure composte da più persone e a grandi traversate all’aperto; l’artista al filo mollo, che esegue evoluzioni su di una fune non del tutto tesa, ma oscillante, ad un’altezza di solito inferiore ai tre metri, spesso in chiave comica.
Nel filferrismo d’inizio secolo si distinguono artisti poliedrici come i Reverhos, capaci di eseguire sulla fune esercizi di verticalismo e giocoleria con memorabile grazia, ma è soprattutto l’australiano Con Colleano negli anni 1920 e 1930 ad apportare alla disciplina nuove tecniche e nuovo approccio creativo con uno stile basato sull’eleganza e la velocità. Nonostante il buon livello raggiunto da alcuni artisti degli anni ‘90 (tra i quali Joseph Bouglione), dopo Colleano la disciplina non è soggetta a notevoli variazioni, salvo per la versione femminile della ballerina sul filo, tutta grazia ed eleganza, anziché ritmo e temperamento.
Interessante lo sviluppo avuto invece dal funambolismo a grande altezza, passato dalle spericolate piramidi delle grandi troupe degli anni 1950 (soprattutto i Wallenda), al genere misto delle troupe sudamericane degli anni 1990 (come i Quiros) le quali, ad altezze considerevoli, eseguono anche passaggi normalmente riservati ai filferristi. Fino alla creatività delle grandi troupe russe che, nel rispetto del trend estetico del loro paese, presentano vere e proprie pantomime aeree a volte anche troppo sofisticate (Troupe Abakarowa, Aishada e soprattutto Valjanski con La leggenda di Prometeo).
La specialità del filo mollo resta frequentata soprattutto da giocolieri e da artisti orientali, i quali riescono ad apportare notevoli migliorie sul piano del virtuosismo tecnico.