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dizionario
GIOCOLIERE
Sebbene derivi da “giullare”, oggi il termine giocoliere indica l’artista impegnato in un genere perfettamente definito delle tecniche circensi: la giocoleria, che consiste nell’abilità di lanciare e riafferrare oggetti di vario tipo e di varie dimensioni. Nel novero delle discipline circensi, la giocoleria è fra quelle che richiedono maggore costanza e perseveranza. I progressi sono in genere lenti e frutto di grande impegno e costante  allenamento fisico e, sopratutto, mentale.
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ILLUSIONISMO
Insieme di tecniche teatrali per cui, tramite apparati ed effetti generalmente propri del palcoscenico, è possibile in modo apparentemente miracoloso dare vita ad apparizioni, sparizioni, levitazioni, sdoppiamenti e smembramenti di cose e persone.
In seguito alle intuizioni avute alla fine del XIX secolo dai parigini Jean Eugene Robert Houdin e George Melies nel loro teatro, l’illusionismo da intrattenimento di salone divenne arte del palcoscenico, soprattutto grazie agli ingegnosi spettacoli dell’Egyptian Hall di Londra, dove i direttori e illusionisti David Devant e John Nevil Maskelin scoprirono le potenzialità teatrali della moda “spiritista” (con apparizioni di fantasmi ed elaborate pantomime magiche).
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MENTALISMO
Arte del varietà in cui, con tecniche di destrezza, di meccanica e di psicologia proprie di illusionismo e prestidigitazione, si compiono esperimenti come trasmissione del pensiero, precognizioni e telecinesi. Alcuni artisti dichiarano di essere prestigiatori (Silvan, Tony Binarelli), altri di non esserlo (Giucas Casella o l’americano Kreskin).
Approdato in teatro all'inizio del XX secolo grazie alla popolarità del movimento dello spiritualismo, il mentalismo nasce con numeri di medium capaci di leggere a distanza, o artisti come i fratelli Ira e William Davenport che, nella seconda metà del 1800,  legati a due sedie all'interno di un armadio, attiravano gli “spiriti” per muovere oggetti o suonare strumenti.
Il mentalista più celebre è stato negli anni Settanta del 1900 Uri Geller (poi smascherato da illusionisti). Nel decennio successivo una parte del mentalismo subì un'evoluzione, passando da "evento curioso" ad arte teatrale. Artefice del cambiamento fu il movimento artistico della bizarre magick, per formance in cui gli artisti simulano in modo dichiarato  il paranormalie a fini di intrattenumento. Con autori ed artisti di grande creatività come Eugene Burger e Max Maven negli USA e Christian Chelman in Europa, la bizarre magick scopriì il potenziale drammatico ed emotivo del metalismo tentando, con regia e drammaturgia specifiche, di restituire una profondità mistica alla magia.
 
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